PAVLOVA IN MONOPORZIONI

Non vi sto a dire che è un dolce facile, le easy recipe sono un’altra cosa, ma la Pavlova ha una storia mozzafiato (d’amore !?) che parte dalla lontana nuova Zelanda, dove uno chef, in onore della ballerina russa Anna Pavlova ha appunto ideato e dedicato un dolce a lei! Che romantica questa cosa  🙂 … peccato che però lo chef non abbia poi pensato ai comuni mortali che volevano replicarla! Non vi nascondo certe insidie dietro alla ricetta, ma non insidie nella tecnica e nel modo di prepararla, ma nella cottura ! Ragazze non ve lo dico nemmeno, non vi voglio intimorire perchè alla fine è un tipo particolare di meringa, morbida dentro e croccante fuori, questa la sua peculiarità: ma come tutte le meringhe deve avere un lentissimo processo di asciugatura nel forno!

E qui viene la parte “interessante”, dove io mi sono aggrappata a tutte le amiche cui potevo far riferimento per consigli su temperatura di cottura e tipo di forno! Aiutooooo ! Comunque fra le Bloggalline ho notato una certa solidarietà nei mie confronti, come a voler dire “Anche noi ci siamo passate attraverso questo periodo buio con la PavlovaMania ihihihihihi” e quindi, mossa da Stefania di Caro Diario (la mia dispensatrice di ricette WOW) e dalla sua passione, mi sono innamorata pure io di questa Elegantissima quanto Prepotente meringata con panna e frutta.

 

 

PRINT HERE: MONOPORZIONI DI PAVLOVA

Stavo prima accennandovi al fatto che la cottura di questo dolce mi ha messa un po’ in difficoltà … dapprima ho fatto una trentina di minuti a 110° forno statico … NON VE LA CONSIGLIO, almeno per il mio forno: nonostante fossero monoporzioni non si cuocevano per cui sconsiglio la cottura breve (almeno per i forni ultra tech).

Poi ho deciso di allungare la cottura statica di altri 50 minuti … non è servito a niente perché le meringhe si sono appena compattate all’esterno e col dito, se andavo a toccarle, rimaneva l’impronta molliccia ! Che bruttaaaaa !!!

Disperata ho deciso di mettere il forno VENTILATO, e diciamo che ho risolto più velocemente la situazione, aumentando il calore a 120° e lasciando lo sportello appena aperto con l’aiuto di una pallina di carta stagnola. Unico neo della situazione è che si sono colorate di un giallo avorio, mentre sarebbero dovute essere bianche e candide come la neve – sigh -!! Ma avevo fretta e quindi mi sono andate bene anche gialline.

Il vero spasso della ricetta è decorarle e mangiarle ihihihihih, quindi divertitevi nel farle e  magari sarete anche più fortunate di me con la cottura!

Aspetto le vostre foto e commenti su come vi sono venute!

♥ Buona ricetta a tutti  ♥

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